domenica 1 maggio 2011

Abusivismo professionale in Farmacia.

In questa giornata in cui migliaia di persone sfilano per ricordare i diritti dei lavoratori, io sto ascoltando l’album di Julia Stone, “The Memory Machine”, splendido per questa domenica di sole e con un libretto fantastico dal punto di vista grafico. Un gran bell’oggetto (questo per gli amanti degli mp3 scaricati dalla rete)! Sto anche leggendo "Zona" di Mathias Énard: un testo di grandissimo fascino, una spy story che usa il genere solo per attraversare i confini delle guerre che hanno afflitto gli ultimi sessant’anni. La scrittura possiede una forza devastante, resa più letale dall’uso del flusso di coscienza che costituisce l’anima del racconto del protagonista Francis Servain Mirković. Tra Venezia, Il Cairo, Beirut (vista anche attraverso un racconto nel racconto), i Balcani, il Nord Africa, l’autore riesce ad imprimere alla Storia accelerazioni e digressioni (stupendo il resoconto della battaglia di Lepanto e dell’archibugiere Cervantes). Mathias Énard ha scritto un capolavoro.


Visto che è il primo maggio parliamo anche dell’abusivismo professionale in farmacia. Questo è un reato penale punibile fino a un anno di reclusione (art. 348 del Codice penale) e parimenti punibile è il titolare che utilizzi personale non qualificato nella farmacia (art.110 del Codice penale). L’abusivismo professionale in farmacia toglie lavoro a chi ha studiato 5 anni (la laurea in Farmacia è una laurea magistrale specialistica) e toglie dignità a tutti i farmacisti collaboratori, oltre a danneggiare le loro famiglie; più della metà di quelli che sfilano o hanno sfilato in cortei per questa giornata quando si reca in farmacia fa generalmente la cosa più tipicamente italiana: gira la testa dall’altra parte. A mio parere se una persona, entrata in una farmacia, si accorge che vi si compie il reato di abusivismo e non fa nulla, è moralmente responsabile, sebbene non punibile, del medesimo reato di
concorso in abusivismo professionale. Generalmente riconoscerete il personale non idoneo perché non indossa la croce dell’Ordine dei Farmacisti (che gli iscritti pagano, anche troppo, per portare al bavero). I titolari usano spesso laureati/e in erboristeria o magazzinieri. In genere preferiscono i laureati in erboristeria perché sono “dottori” (è una laurea breve, ma il titolo è quello) e gli fanno indossare il camice bianco. Quando andate in farmacia se proprio non volete denunciare il reato alle autorità, almeno smettete di frequentare quella farmacia! Andate nelle farmacie in cui viene utilizzato personale idoneo (sono stato in Toscana e mai ho visto in una farmacia degli abusivi, capita di essere fortunati, sono stato in centro a Torino e una magazziniera mi ha tranquillamente venduto un farmaco su ricetta, per non parlare di altre realtà, ma, purtroppo per me dire le cose come stanno è più difficile, perché porto quella croce; quella dell’Ordine, intendo, e le ripercussioni sarebbero pesanti). Fate la cosa giusta, rendete il mondo almeno un poco più giusto e attenuate la mia ulcera…

Buon ascolto!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A Lecco ho fatto una segnalazione all'ASL e alla prefettura: sto aspettando...

Antonio ha detto...

Ho verificato nella mia città, Milano, sette casi di abusivismo professionale. Come mi ha spiegato un amico per il collaboratore è quasi impossibile aprire una vertenza sindacale e non si possono fare segnalazioni anonime alle forze dell'ordine (che è poi un gioco di parole... essendoci un altro ordine di mezzo, quello dei titolari che ha maggiori poteri di quello dei farmacisti). Insomma una situazione italiana con non-soluzioni all'italiana. Dovrei usare riprese video e poi andare in prefettura e sposrgere denuncia: non penso che la mia parola sia sufficiente...