martedì 9 giugno 2009

Harry, rivisto di Mark Sarvas


Non è di suo gusto, ma il gusto di Harry non è mai stato un problema. Non si può dire che abbia gusto, bensì un grumo di inclinazioni poco congruenti, ognuna delle quali facilmente negoziabile e di fatto negoziata quasi quotidianamente”.

Nel suo romanzo d’esordio (ma l’autore ha poco più di quarant’anni), Mark Sarvas compone un ritratto divertito, commovente ed estremamente acuto di Harry Rent, radiologo californiano. La recente perdita della moglie Anna è l’evento che dà il via a una serie di cambiamenti. Harry vuole cambiare: da qui il titolo, “Harry, rivisto”. Una sorta di Harry nuovo, di Harry.2.
Purtroppo, come dice Harry a un perfetto sconosciuto, in una delle tante scene surreali del romanzo: “i tempi bui vanno attraversati per superarli”. E, attraverso i ricordi e i pochi giorni che separano il funerale dalla lettura del testamento (il presente del libro), Harry si rivede. E’ dell’autore una definizione dell’umorismo che può spiegare in parte il fascino di “Harry, rivisto”:
L’umorismo è un costante apprezzamento dell’assurdo. Con un pizzico di rabbia”.
Harry nel suo percorso di rinascita vuole seguire le orme di Edmond Dantès. Divertente, come molti altri passaggi, la scena in libreria dove deve scegliere tra l’edizione ridotta o integrale de “Il Conte di Montecristo”.
La sua passione per Molly, cameriera al Café Rétro, è commovente nella sua ingenuità. L’ingenuo perdente farà la sua parte di errori, ma Harry è così. La prosa di Sarvas è straordinaria, ricca di termini colloquiali oppure dai significati stratificati o semplicemente fuori moda. Nel fascino dell’assurdo e nella rabbia che la vita accumula dentro di noi, i meno fortunati almeno, che poi spesso sono la maggioranza, è riposta la chiave per interpretare lo splendido romanzo di Mark Sarvas.

1 commento:

Enzo Baranelli ha detto...

Mark Sarvas, gentile.

http://www.cabaretbisanzio.com/2009/06/11/la-vita-in-revisione-harry-rivisto-di-mark-sarvas/